Syndication

domenica 27 febbraio 2011

Una trasmissione radio su elettrosmog: Radio Ondarossa

qui trovate il link al file audio:


http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/elettrosmog-condanna-radio-vaticana-presidio-ostia-aggiornamenti-acqua-acea

Tra gli intervistati anche Giorgio Cinciripini

venerdì 25 febbraio 2011

RADIO VATICANA VADA VIA DALLA NOSTRA VITA !!!


Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

cittadiniattivi@libero.it

COMUNICATO STAMPA del 24 FEBBRAIO 2010

RADIO VATICANA VADA VIA DALLA NOSTRA VITA !!!

E' IMMORALE E NON CRISTIANO CHE L'EMITTENTE VATICANA CONTINUI NEL SUO OPERATO COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO !!!

OGNI VOLTA CHE RILEVEREMO VIOLAZIONI DEI LIMITI DI LEGGE E DISTURBI ALLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA SPORGEREMO QUERELE CONTRO I RESPONSABILI DELLA RADIO VATICANA !!!

Oggi, giovedì 24 febbraio 2011, è una data storica per la GIUSTIZIA ITALIANA: la Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Radio Vaticana contro la sentenza del 14 ottobre 2009 emessa dalla Corte d'Appello del Tribunale di Roma ed ha condannato definitivamente l'emittente per il reato di "getto pericoloso di cose" (art. 674 del Codice Penale).

Non si procederà nei confronti dell'unico imputato superstite, il cardinale Roberto Tucci, perché il reato è estinto per avvenuta prescrizione ma vengono confermate le statuizioni civili: rifusione economica in favore delle parti civili costituite nel giudizio e pagamento delle spese.

La Cassazione ha quindi confermato, come scriveva la sentenza del 14/10/2009, n. 6492, " … che sono stati superati limiti di esposizione e valori di attenzione di tutte le leggi speciali in materia. La circostanza è provata oltre che dalle misurazioni in atti, da cui emerge uno sforamento dei limiti oltre che dei valori di attenzione, ma anche dalla conoscenza dei fatti da parte della Santa Sede, tanto è vero che venne istituita nel luglio 2000 una commissione bilaterale fra la Santa sede e la Repubblica Italiana proprio per la soluzione dei problemi legati all'intensità delle emissioni elettromagnetiche della stazione Radio Vaticana. ..... sussiste anche il secondo requisito riportato dalla Suprema Corte (la precedente sentenza della Cassazione sancì l'applicabilità dell'art. 674 del c. p. al caso in esame, n.d.r.) ... disturbi su apparecchi elettrici di uso comune connessi al funzionamento della Radio vaticana .... . Per conseguenza non solo non essendo evidente che il fatto non sussiste o che l'imputato non l'abbia commesso o che il fatto non costituisca reato ma essendo provati tali fatti deve essere dichiarata la causa dell'estinzione del decorso del tempo nei confronti del TUCCI con la conseguente condanna dell'imputato alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile come in dispositivo."

Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord ricorda che quello di oggi è stato l'ottavo pronunciamento di Giudici di vario grado in questa vicenda che dura da oltre 11 anni. Nel tempo si sono infatti susseguiti due giudizi di primo grado, due pronunciamenti di secondo grado e si sono già avute quattro sentenze della Corte di Cassazione, di cui una nell'ambito del procedimento penale per omicidio plurimo colposo, per il quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, a seguito dei sorprendenti ed impressionanti risultati dell'indagine epidemiologica condotta in cinque anni nel territorio limitrofo agli impianti (studio di mortalità per leucemia, per tutte le età: fattore di rischio 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km. di distanza; studio di incidenza di leucemie e linfomi nei bambini da 0 a 14 anni da 4,1 a 4,7 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km. di distanza e fino a 6,9 volte se si considerano solo i bambini di età maggiore di un anno; CITIAMO DALLA PERIZIA DEL TRIBUNALE DI ROMA: "l'eccesso di rischio è clamorosamente alto. …L'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso… I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti. … Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana. … Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana. … I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita. … Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell'esplosione di una bomba atomica.").

European Coordination of Lawyers in the field of mobile telephony and health.

Verbale del 25 gennaio 2011,

riunione finalizzata alla creazione di un coordinamento europeo degli Avvocati nel campo della telefonia mobile e salute.


Presenti: - Michèle Rivasi, eurodeputato, presidente della riunione, - Gyde Knebush, fiammingo MP (Verdi) - Richard Forget, avvocato Robin des Toits (Francia) - Me Emmanuelle Guyon, avvocato "Robin des Toits" (Francia) - Sig. . Vanlangendonck Philippe, avvocato (Belgio) - Il signor Oliver Ertl, avvocato (Austria) - Sig. Vittorio Marinelli, avvocato (Italia) - Me Giuseppina Maurizi, avvocato (Italia) - Sig. Michael Bell, avvocato (UK) - Brenda Short, Consulente legale (UK) - Kerstin Stenberg, rappresentante internazionale CEM Alliance (Svezia) - Jean-Luc Guilmot, presidente Teslabel (Belgio) –
Il portavoce Etienne Cendrier per Robin des Toits (Francia)


L'Assemblea è presieduta da Michèle Rivasi, che stabilisce gli obiettivi del "Coordinamento",
ovvero di ripetere, se possibile, lo stesso tipo di causa e cercare di ottenere la demolizione delle antenne per la telefonia e di forzare sia i produttori che la Commissione europea a rivedere le norme per l'esposizione pubblica, basato sull'esempio della Francia.
Richard Forget di "Robin des Toits", dice di aver ottenuto lo smantellamento sulla base di pressioni e delle misure basate sul principio precauzionale .La Corte d'Appello di Versailles ha riconosciuto l'esistenza di controversie scientifiche e concordato con i ricorrenti, affermando che se il rischio si concretizzasse saremmo di fronte a una catastrofe sanitaria. E ha anche legittimato le preoccupazioni dei vicini delle antenne in quanto nessuno è in grado do garantire che non si possa verificare l'insorgenza dei rischi.
Etienne Cendrier afferma che la decisione di Versailles ha provocato la "Grenelle des Ondes e" Robin des Toits "ha colto l'occasione di sperimentare una soglia di esposizione della popolazione ridotta a 0,6 volt / metro, come consigliato da scienziati internazionali “indipendenti".
Robindes Toits ha definito 0,6 V / m, come un livello socialmente accettabile . I primi risultati di questo esperimento sono attesi prima dell'estate 2011.

Oliver ERTL, spiega che in Austria tutti i processi sono stati persi. In quanto le cause si sono basate sulla dimostrazione del rischio e non sono riusciti a convincere i giudici che hanno ragionato in base ai valori dell’ ICNIRP , ente altamente controverso perché diversi membri sono legati alla Wireless-Industry.
Ha menzionato anche il costo delle azioni legali in Austria, che è alto , e il carattere di servizio pubblico assegnato alla telefonia mobile che impedisce ai residenti locali di opporsi ad una 'installazione contenuta di antenne di telefonia. Ha grandi speranze sulla revisione delle norme ed in attesa dello esempio francese.

Sig. Michael Bell lamenta la mancanza di apertura della magistratura inglese che basa le sue decisioni sulla Health Protection Agency che segue ICNIRP. Egli è vicino a Sir William Stewart, autore di due ufficiali report che auspicano l'applicazione di ALARA (Al più basso ragionevolmente ottenibile) per l'esposizione pubblica ai EMF. Brenda ha illustrato l'evoluzione della giurisprudenza in UnitedKingdom .

Kerstin Sternberg ha raccontato che le autorità svedesi si basano anche loro su standard e pareri di ICNIRP. Lei dice che c'è una generica disponibilità del pubblico verso la ‘buona’ tecnologia .Le antenne per telefonia, come in Austria, sono anche associate a pubblico servizio, il ché impedisce ai residenti di opporsi alle installazioni .Secondo lei, nessuna causa è stata vinta; alcuni esperti svedesi fanno parte della ICNIRP.

Jean-Luc Guilmot ha segnalato come molti studi recenti sono indiscutibili ma non replicati, condizione necessaria per portare a una revisione delle norme. Ha descritto l’attivismo che ha portato ad una riduzione falso del livello di esposizione a Bruxelles.

Maître Philippe Vanlangendonck vuole studiare le vie legali per attaccare legalmente WHO (World Health Organization) e ICNIRP a causa della loro consulenza scientificamente parziale e per l'esistenza di interessi costituiti.

Michèle Rivasi afferma che per appellarsi alla Corte di giustizia europea, i giudici nazionali devono essere stati testati. Lei si collega alla relazione del Consiglio d'Europa per minare ICNIRP, chiedendo l'invalidazione della loro consulenza a causa di conflitti esistenti . Lei spera che il Comitato possa coinvolgere scienziati indipendenti.

Gyde Knebusch indica che una causa è stata vinta in Fiandre in base a considerazioni di rischio per la salute.

Vittorio Marinelli e Giuseppina Maurizi riportano come durante il procedimento giudiziale si deve provare l'esistenza del rischio. Il procedimento è molto complesso in Italia a causa della coesistenza di diritti locali e nazionali.

Michèle Rivasi annuncia una conferenza nel giugno 2011 portando le associazione NGOs, ma anche i rappresentanti delle compagnie di assicurazione, e parlamentari europei.
Si menziona anche la possibilità di utilizzare dei CITIZEN INITIATIVE (petisione) che richiede un milione di firme in otto paesi dell’Unione .



In conclusione:
c'è un dibattito in atto tra i giuristi in merito alle procedure possibili: se sia sufficiente basarsi sul principio di precauzione o se stabilire rischi alla salute. L’esperienza finora dimostra che le procedure basate sul principio di Precauzione e supportate da un attivismo ben strutturato hanno maggiore chance di arrivare ad un qualche risultato e importanti aperture, come nel caso in Francia.


NB: Dal momento che questo incontro, alcuni membri del Coordinamento sono stati contattati da colleghi e rappresentanti locali , alcuni rappresentanti dell’Industria sono preoccupati per il "clima giudiziario".

mercoledì 23 febbraio 2011

Business Week boccia il Wireless !

La celeberrima rivista americana esprime forti dubbi sulla validità del progetto di Obama di diffondere l'uso di Internet tramite la tecnologia wireless !
La alternativa vincente è la trasmissione dei dati con fibre ottiche:



http://www.businessweek.com/magazine/content/11_09/b4217033849315.htm

martedì 22 febbraio 2011

indrizzo email

è stato aperto un indirizzo email della Rete

esmog.free.italia@gmail.com

in cui indirizzare richieste di informazioni e di dialogo con la Rete

I leader della ricerca sui cellulari all’OMS chiedono urgentemente misure di precauzione per l’uso dei cellulari

Lo scorso 17 febbraio due autrici principali dello studio Interphone dell’OMS, Elisabeth Cardis, ricercatrice del Centro per la Ricerca in Epidemiologia Ambientale di Barcellona e la dott.ssa Siegal Sadetzki, dell’Istituto di Epidemiologia e Salute Pubblica Gertner di Tel-Aviv hanno pubblicato un editoriale che mette in guardia dai possibili rischi legati all'uso dei cellulari.
Si ricorda che i risultati di Interphone, la più vasta indagine sui rischi legati ai cellulari, sono stati pubblicati lo scorso 27 gennaio sul Journal Occupational and Environmental Medicine e hanno suscitato non poche polemiche, non solo per l'interpretazione dei dati ma anche per i conflitti di interessi che questo studio coinvolgeva, con un finanziamento di oltre il 30% da parte dell'industria delle telecomunicazioni.
Le due ricercatrici ritengono oggi che sia necessario fare un uso cauto del cellulare in attesa di ulteriori ricerche sull'argomento.

In particolare hanno scritto che la ricerca sulla radiazione da cellulare ha analizzato persone che usavano i loro telefoni per meno di quattro ore al mese e per meno di cinque anni. Nello studio Interphone dell’OMS, iniziato nel 2000 e finito nel 2004, era considerato “utente medio” chi aveva usato il cellulare per circa 100 in tutta la vita, pari a circa 2 fino a 2 ore e mezzo al mese. Coloro che risultavano all’apice della scala di accumulo di ore di uso del cellulare rappresentavano (1,640 ore o di più), se spalmate per 10 anni, corrispondevano ad un uso di appena 27 minuti al giorno e avevano il 50 % di rischio maggiore di sviluppare tumori maligni dalla stessa parte della testa dove tenevano il loro cellulare (detti tumori ipsilaterali).

Gli autori ritengono che non sia possibile valutare l’ampiezza e l’orientamento di possibili mistificazioni dei risultati dello studio Interphone e stimare, così, tutti gli effetti dei cellulari sul rischio di tumori alla testa. Ritengono, infatti, come anche altri scienziati (per esempio gli autori del rapporto Cellulari e Tumori alla Testa: 15 ragioni per la preoccupazione, la scienza, lo sviluppo e la verità dietro lo studio Interphone, pubblicato nel 2009 dall’International EMF Collaborative) che la direzione globale della ricerca fino ad oggi sia preoccupante.

“Mentre si attende la conferma o smentita di questi risultati da parte di ulteriori ricerche, le indicazioni preliminari indicano che l’aumento del rischio di tumori alla testa in coloro che lo usano intensamente e per lungo tempo rappresenti motivo di preoccupazione”, concludono Cardis e Sadetzki. “Ci sono oggi circa più di 4 miliardi di persone, compresi bambini, che usano i cellulari. Persino un piccolo rischio a livello individuale produrrebbe un conseguente numero di tumori e diventerebbe un importante problema di salute pubblica. Delle misure semplici e a basso costo, come preferire gli sms e il viva voce, potrebbero ridurre sostanzialmente l’esposizione del cervello alla radiazione del cellulare. Fino a quando non ci sarà, dunque, una risposta definitiva, si consiglia l’adoazione dell’uso di queste precauzioni soprattutto nella popolazione giovane”.

Fonte: Washington, DC (Vocus/PRWEB) http://www.prweb.com/releases/prweb2011/2/prweb8144389.htm

lunedì 21 febbraio 2011

DA 10 ANNI SENZA UNA VERA POLITICA PER L'ELETTROSMOG

Le associazioni denunciano: mancano numerosi decreti attuativi della legge quadro 36/2001

COMUNICATO STAMPA
22 febbario 2011

Il 22 febbraio 2001, al termine di un percorso articolato, partecipato e condiviso con un esteso movimento scientifico e sociale, di tecnici e cittadini preoccupati per l’azione sulla salute delle tecnologie per la trasmissione dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni, il Parlamento italiano varò una eccellente normativa ambientale (Legge n° 36) sulla tutela sanitaria dall’inquinamento elettromagnetico, che prevedeva l’emanazione di una serie di decreti attuativi e l’espletamento di una serie di attività volte a contribuire ad elevare il grado di protezione della popolazione e dell’ambiente.
Da allora è trascorso un decennio e quei provvedimenti integrativi non sono mai stati approvati (sulle ben 11 azioni normative previste, il Governo ne ha emesse solo  2, cioè quelle relative ai limiti di esposizione in bassa ed in alta frequenza che – come prevedono gli stessi decreti - dovevano essere riaggiornate dal 2006, cosa che non è stata fatta!).
Pur essendo stata definita la riforma “più significativa in campo ambientale della XIII Legislatura”, quella sull’elettrosmog è di fatto una riforma incompiuta, cioè una riforma di principio, ma senza attuazione.
Il risultato è che oggi il grado di protezione della popolazione dagli effetti dannosi dell’elettrosmog è pressoché inesistente, a fronte del più elevato sviluppo di tecnologie inquinanti nel campo dell’energia e delle telecomunicazioni mai avvenuto nella storia.
La conseguenza è che anche nel nostro Paese cominciano a diffondersi a livello di massa fenomeni nuovi, come la Elettrosensibilità e l’aumento rilevante di patologie leucemiche e tumorali anche nei bambini e negli adolescenti, mentre continua a destare allarme sociale la proliferazione selvaggia delle infrastrutture delle telecomunicazioni, che gli amministratori locali faticano a governare.
E’ paradossale che questa consapevole (e complice) abdicazione agli obblighi di legge da parte del governo in carica avvenga in concomitanza di rinnovati allarmi ed appelli lanciati dal mondo scientifico internazionale ed in presenza di una letteratura epidemiologica vasta e consolidata.
Perfino il Parlamento europeo si è recentemente pronunciato con la risoluzione/raccomandazione del 2.04.2009, per segnalare ai paesi membri l’urgenza di adottare seri provvedimenti cautelativi nei confronti delle esposizioni ai campi elettromagnetici non ionizzanti, sottolineando che, come dimostrato da gruppi di studio indipendenti come il rapporto di Bioiniative, gli attuali limiti di esposizione ai campi elettromagnetici sono obsoleti e tengono in considerazione soltanto i cosiddetti effetti termici, mentre è ormai chiaro che esistono interferenze con il metabolismo biochimico della materia vivente che derivano da effetti a-termici, definiti anche “informazionali”, legali cioè all’impulso stesso della radiazione elettromagnetica. Con questi nuovi effetti scoperti di recente si spiega l’aumento di patologie anche a livelli di esposizione notevolmente inferiori a quelli degli standard internazionali di sicurezza.
Pertanto, le associazioni ed i comitati di cittadini riuniti nella Rete Elettrosmog-Free Italia si sono rivolti con un appello alle autorità istituzionali e di governo (Capo dello Stato, Parlamento), al fine di sollecitare azioni e provvedimenti dirette a rendere immediatamente operativi i contenuti della Legge Quadro n° 36 per ridurre i livelli di emissione elettromagnetica sul territorio nazionale e per impostare al più presto dei livelli di qualità più vicini a quelli suggeriti dalle recenti ricerche, ovvero 0,6 V/m, pari ad un decimo dell’attuale valore di 6 V/m, per le alte frequenze e 0,1 µT per le basse frequenze.
In occasione dell’anniversario della Legge Quadro sull’inquinamento elettromagnetico questa Rete sta organizzando una giornata di approfondimento sugli effetti avversi dei campi elettromagnetici proprio alla luce delle recenti evidenze scientifiche. L’iniziativa è rivolta anche a promuovere la consapevolezza nella cittadinanza sui rischi connessi all’uso poco cauto delle nuove tecnologie.

Il Comitato Promotore di E-SMOG

Rete Elettrosmog-Free Italia


Dott. Giuseppe Teodoro
Coordinamento Comitati Romani contro l'Elettrosmog
email: info@noelettrosmogroma.org; g.teodoro@alice.it
sito: http://www.infoelettrosmogroma.org/
Tel. 3476643318

Dott.ssa Francesca Romana Orlando e Silvia Bigeschi
Vice Presidenti dell’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.)
Indirizzo: AMICA – Casella Postale 3131 – 00121 Roma
email: amica@infoamica.it
sito: http://www.infoamica.it/

Antonio Gagliardi
Associazione Elettrosmog Volturino (FG)
email: elettrosmogvolturino@interfree.it
sito: http://elettrosmogvolturino.interfree.it/
Tel. 0881/550498-3477215642

Dott. Giorgio Cinciripini
Cinciripini@Hotmail.com
Tel. + 39 3355932686

Ing. Marcello Stampacchia
email:mstampa@iol.it
telefono: 054681022

Rapporto tra la diminuzione della popolazione di passeri e l’introduzione delle antenne per la telefonia GSM

Recensione di uno studio di Alfonso Balmori Martinez

Le antenne della telefonia mobile attraversano i  centri urbani fin dalla seconda metà degli anni ’90, aumentando così la contaminazione elettromagnetica. Questi ripetitori producono onde pulsanti da 900 a 1800 MHz  che interferiscono con il sistema nervoso degli esseri viventi. Molti studi scientifici mettono in guardia sul danno per la salute umana e per gli esseri viventi dovuto a questo tipo di radiazione da microonde. (1)
Secondo lo scienziato spagnolo Alfonso Balmori Martínez le prove del rapporto tra la diminuzione dei passeri e l’introduzione dei ripetitori per telecomunicazioni sono molto forti e serve, quindi, maggiore ricerca al riguardo.
I campi ad alta radiofrequenza causano una risposta in molti tipi di neuroni del sistema nervoso centrale degli uccelli. Alcuni studi, inoltre, presentano gli effetti di queste radiazioni sulla riproduzione, cioè una diminuzione della conta spermatica e un minore sviluppo delle tube nei ratti testati, ma anche l’aumento della mortalità nei polli. (2)
In particolare la popolazione di passeri inglesi è collassata nelle grandi città, ma non nei piccoli centri, verosimilmente perché i ripetitori per le telecomunicazioni e l’uso dei cellulari, in generale, è molto maggiore nelle grandi città piuttosto che in quelle piccole.
Le grandi città, di solito, hanno una contaminazione elettromagnetica maggiore che dipende dalla vicinanza ai ripetitori e per questo la diminuzione degli uccelli non avviene con la stessa intensità nei differenti parchi o in vicinanza di parchi. Nelle piccole città di solito i ripetitori sono dislocati fuori dal centro urbano perché è sufficiente a fornire la copertura.
Secondo Balmori le micro-onde hanno un impatto sulle specie a seconda di quale altezza è il luogo dove mangiano, cantano, si riproducono, dalla dislocazione del nido, dal tipo di nido, ecc. Questo è il motivo della diminuzione degli esemplari di specie che frequentano i tetti, le antenne, i cavi telefonici o di quelle che usano luoghi di riproduzione più elevati tipo i passeri domestici, gli storni, le gazze, mentre quelle specie che vivono vicino al suolo e alla vegetazione come i tordi, i pettirossi e gli scriccioli o quelli che dormono, si riproducono in cavità dove sono più protetti. Si pensi, per esempio, alla cinciarella, alla cinciallegra, alla cincia mora. Ogni specie, inoltre, mostra diverse sensibilità a queste radiazioni.

In Scozia, nel novembre 1999, oltre un terzo di tutte le istituzioni locali hanno adottato o hanno dichiarato pubblicamente di voler adottare politiche di precauzione scegliendo di togliere i ripetitori dalle scuole e dalle aree residenziali.
Due anni dopo questo provvedimento il passero “domestico” è riapparso in Scozia. (3) Secondo Balmori questo potrebbe accadere anche nell’Irlanda del Nord dove stanno pianificando dei controlli sui ripetitori dei cellulari e dove ci sarà una nuova regolamentazione più restrittiva rispetto a qualsiasi altra regione del Regno Unito. (4)
“Il campo elettromagnetico è un perfetto agente segreto: non si vede, non ha odore, non fa rumore, non si sente e i suoi effetti sono lenti ma inesorabili”, conclude Balmori nel suo articolo.
Il biologo spagnolo ha condotto, tra il 1996 e il 1998, uno studio sugli uccelli nel parco di Campo Grande nel centro di Valladolid. In quell’area all’epoca c’erano pochi ripetitori e i risultati di allora, confrontati con le misurazioni invece del 2002, quando la città era ormai completamente coperta dal segnale dei ripetitori, con cinque stazioni radio base in prossimità del parco, mostrano che in diversi luoghi a Valladolid, con livelli di radiazione tra 2 e 10 V/m, gli uccelli sono scomparsi. Negli anni recenti molti piccioni viaggiatori sembrano essersi persi a causa dei campi elettromagnetici derivanti dai ripetitori delle telecomunicazioni.


Autore:

Alfonso Balmori Martínez
C/ Navarra, 1 5ºB
47007 Valladolid  -  Spain


Note
(1) G.J. Hyland: “Physics and biology of mobile telephony”: The Lancet, vol 356: 1.8. 25/11/2000).
(2) Youbicier-Simo, et al., 1998.
(3) Paul Kelbie 10/11/2001, The Independent.
(4) Marie Foy, 11/4/2002, Belfast Telegraph.

mercoledì 16 febbraio 2011

Una storia invisibile

E' un film su
A Napoli un gruppo di privati cittadini si sostituisce agli organi di controllo pubblici, monitorando, con la consulenza della Seconda Università di Napoli, lo stato di salute del territorio in merito all'inquinamento elettromagnetico.
Intanto in Sicilia le Istituzioni dei un piccolo Comune si battono per una causa analoga.

qui il trailer
http://www.youtube.com/watch?v=Qa7O8zlIYqQ

sito

www.unastoriainvisibile.it

lunedì 14 febbraio 2011

Il cellulare altera la comunicazione tra neuroni

Vi segnalo la seguente nota
http://www.powerwatch.org.uk/news/20110213-electric-fields-brain-cells.asp

in cui si riporta un articolo scientifico importante, sia perché proviene dalla famosa università Calltech (... equivalente al MIT , ma in California) , che per la rivista che ha pubblicato questo articolo,
che ha dimostrato che anche bassissimi campi elettromagnetici esterni al cervello influenzano la comunicazione tra i neuroni.
Passaggio logico successivo è la conferma che possono provocare, specialmente in particolari stati cerebrali, disturbi sia del comportamento che cognitivi.

L'utilizzo del telefono cellulare ovviamente provoca dei valori ben superiori a quelli da loro testati (1 V/m).

Servirà a mettere un altro tassello per la creazione di una barriera contro l'elettrosmog ?!

17 febbraio 2011 - Convegno a Roma sull'elettrosmog

Università Roma Tre - Seminario 'The 7th ICMES Workshop' - L'interazione dei deboli campi magnetici con la materia vivente 
Venerdì 17 Febbraio




Ore 9:00 o'clock
Aula Magna Universita' Roma Tre
Viale Ostiense
Seminario - Seminary
The 7th ICMES Workshop
L'interazione dei deboli campi magnetici con la materia vivente
L'interaction des champs magnètiques faibles avec la matière vivante
Interaction of weak magnetic fields with living matter
09:00 - Saluti / Greetings Prof. Settimio Mobilio, Preside della Facoltà di Scienze MFN, Universita' Roma Tre Prof. Giovanni Antonini, Direttore Dipartimento Biologia, Universita' Roma Tre Prof. Marco A. Bologna, Direttore Dipartimento di Biologia Ambientale, Università Roma Tre. Dr. Livio Giuliani, dirigente di ricerca ISPESL, ICEMS Spokesman
Sessione I Session
Fondamentali - Fondamentaux - Fundamentals
Chair: Antonio Moccaldi and Pierluigi Vagliani
Commissario Straordinario ISPESL, Roma (I)/
UNESCO World Foundation for AIDS Research and Prevention, Paris (F),
09:30 - Giuseppe Vitiello,
Università di Salerno (I)
Quantum Field theory and Electromagnetic Signals in Matter
09:50 - Mikhail N. Zhadin,
Institute of Biophysics, Pushchino (RUS)
The scale as a factor of magneto-induction of ion currents in aquaeous solutions
10:10 - Emilio Del Giudice
Prigogine Preize, Int. Inst. of Biophysics, Neuss (D)
Stable structures in water
10:30 - Livio Giuliani,
ex ISPESL, direttore dipartimento di Firenze, ICEMS spokesman, Venice (I)
L'apparition de champs magnètiques dans des solutions aqueuses d'acides amines/ Onset of magnetic fields in aqueous solution of amino acids
10:50 - Coffee Break
11:10 - Luc Montagnier,
Nobel Prize, UNESCO World Foundation for AIDS Research and Prevention, Paris (F)
Apparition des champs magnètiques dans des cellules eucaryotic au cours d'une infection/Onset of magnetic fields in eukaryotic cells during an infection
11:50 - Abraham R. Liboff (a lecture read by S. Grimaldi)
Oakland University, Rochester (USA)
Weak electromagnetic mechanisms in living systems
Sessione II SessionApplicazioni: Benefici - Applications: Beneficials
Chair: Adamantia Fragopoulou and Giovanni Antonini
Universita' Roma Tre - Dipartimento di Biologia, Roma (I)
University of Athens - Department of Biology, Athens (GR)
12:10 - Jemal Aissa
Nanetics Biotechnologies, Joie-en-Josas (F) Dètection èlectromagnètique de l'ADN viral
12:30 - Settimio Grimaldi, Mario Ledda, Enrico D'Emilia, Livio Giuliani, Antonella Lisi
CNR/INMM - AreaTor Vergata, Roma (I)/ ISPESL, Roma
Magneto-induction of ion currents in living cells
12:50 - Antonella Lisi , Mario Ledda, Enrico D'Emilia, Livio Giuliani, Settimio Grimaldi
CNR/INMM Area Tor Vergata, Roma (I), ISPESL, Roma (I)
Stem cell maturation and differentiation by means of ICR
13:10 - Natalia V. Bobkova
Institute of Biophysics, Pouchchino (RUS)
ICR Treatment of Alzheimer
13:30 - Break
Sessione III SessionApplicazioni: Prevenzione - Applications: Prevention Chair: Natalia Bobkova and Francesco Bianchi Institute of Cell Biophysics, Pouchchino (RUS)/Universita' Roma Tre (I)
14:50 - Ion Udroiu, Mauro Cristaldi, Luisanna Ieradi e Caterina Tanzarella, Università di Roma La Sapienza e Universita' Roma Tre (I), Genotoxic and aneuploidy effects of weak magnetic fields
15:10 - Henrietta Nittby, Arne Brun, Susanne Strömblad, Mehri Kaviani, Wenjun Sun, Lars Malmgren, Jacob Eberhardt, Bertil R. Persson, Leif G. Salford Analgetic Effects of non-thermal GSM RF EMF in the Land Snail Helix Pomatia.
15:30 - Leif G. Salford, Henrietta Nittby, Arne Brun, Susanne Strömblad, Mehri Kaviani, Wenjun Sun, Lars Malmgren, Jacob Eberhardt, Bertil R. Persson Non-thermal pulsed MW and ELF effects upon rat BBB permeability.
15:50 - Morando Soffritti and Livio Giuliani
Institute for Cancer Researches B. Ramazzini, Bologna/ ISPESL, Florence - Rome (I), ICEMS, Venice (I)
ELF co-carcinogenicity in rats
16:10 - Adamantia Fragopoulou and Lukas Margaritis
University of Athens - Department of Biology (GR)
16:30 - Lennart Hardell
Oerebro Universitary Hospital (SW)
The epidemiological evidence of electromagnetic fields non thermal effects
17:00 -Tavola Rotonda/ Round Table
Chair: Tatiana Styloglou and Maria Cristina Tabano

venerdì 11 febbraio 2011

Un libro (gratuito) sulla relazione tra telefoni cellulari e salute umana

È stato scritto da un ricercatore top della Motorola che è morto di cancro al cervello! Solo questo fatto lo rende unico !


L'Autore, Robert C. Kane, ha avuto il tempo di ricercare una quantità enorme di studi e facendo nomi di loro . Tra l'altro vi accorgerete che con il Progetto REFLEX avevano 'scoperto' cose che era già ben note ai ricercatori negli Stati Uniti ...

Questo libro disponibile in formato pdf è a questo indirizzo:

http://microondes.wordpress.com/bookslivres/

giovedì 10 febbraio 2011

Indagine norvegese sulla elettrosensibilità

La FELO, associazione norgevese per l'elettrosensibilità ha inviato ai propri associati un questionario sulla loro esperienza di vita, diagnosi, rimedi adottati ed altro



vedere il documento tradotto in inglese ed in italiano qui
http://tinyurl.com/6zt56x8

Giorgio

giovedì 3 febbraio 2011





Bisogna abbassare urgentemente i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici

Comunicato Stampa dell’International EMF Alliance, 3 Febbraio 2011

Oslo, Norvegia, 3 Febbraio 2011. L’International EMF Alliance (IEMFA) ovvero l’Alleanza Internazionale sui Campi Elettromagnetici ha annunciato oggi la pubblicazione di un consenso scientifico sui pericoli derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

Coordinato dal prof. Olle Johansson, dell’Istituto Karolinska in Svezia, il rapporto è stato prodotto da un consesso di scienziati che richiedono urgentemente ai governi di abbassare significativamente i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.

Tale raccomandazione si basa sull’insieme delle evidenze scientifiche biologiche e sulle implicazioni correlate alla salute degli esistenti standard internazionali per le esposizioni alle tecnologie di telecomunicazioni e alle tecnologie elettriche.

Gli scienziati suggeriscono specifici limiti di esposizione per diversi campi elettromagnetici, comprese le micro-onde, usate per le comunicazioni wireless, e i campi a bassissime frequenze (ELF) e i campi elettromagnetici.

Secondo gli scienziati internazionali, uniti nel Comitato Scientifico denominato “Seletun”, servono urgentemente nuovi standard di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici per proteggere la salute dei cittadini in tutto il mondo.

Gli attuali limiti di esposizione usati nel mondo, basati su modelli e calculi matematici, attualmente proteggono solo dai danni prodotti dal riscaldamento dei campi elettromagnetici. Nelle esposizioni prolungate e di bassa intensità, come avviene nella vita quotidiana, invece, intervengono anche effetti diversi non legali al riscaldamento. Per questo gli attuali standard internazionali sono inadeguati e obsoleti.

Questo è un video di 18 minuti del prof. Olle Johansson, dell’istituto Karolinska, Capo del Comitato Scientifico “Seletun” della IEMFA che descrive il consenso prodotto dagli scienziati: http://vimeo.com/18018440

Il rapporto e il consenso definitivo è stato pubblicato sulla rivista Reviews on Environmental Health http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21268443 e comprende dieci punti chiave:

1. La popolazione globale non è sufficientemente protetta ed è, perciò, a rischio;

2. Ci sono sotto gruppi della popolazione più vulnerabili;

3. Servono urgentemente azioni da parte I governi sulla base delle evidenze scientifiche di seri danni ai sistemi biologici prodotti dai campi elettromagnetici;

4. Il peso della prova sulla sicurezza delle tecnologie che emettono campi elettromagnetici dovrebbe ricadere sui produttori, non sui consumatori;

5. Le esposizioni ai campi elettromagnetici dovrebbero essere ridotte prima di una compreta comprensione dei meccanismi d’azione;

6. Le attuali misure del rischio derivante dalle radiazioni – ovvero la percentuale specifica di assorbimento o SAR – è inadeguata e confonde i rischi per la salute e per la sicurezza;

7. Serve un registro internazionale delle malattie per rintracciare nel tempo I trend di incidenza delle malattie correlate ai campi elettromagnetici;

8. Sono necessari test sulla salute prima dell’immissione sul mercato e la dimostrazione della sicurezza per tutte le tecnologie che emettono radiazioni;

9. E’ necessaria una parificazione tra I limiti di esposizione occupazionale e quelli per la popolazione generale;

10. Le persone con Elettrosensibilità devono essere classificate come affette da Disabilità Funzionale.

La International EMF Alliance è cresciuta rapidamente dal 2010 grazie alla collaborazione con oltre 50 gruppi di attivisti impegnati nel settore dei campi elettromagnetici (www.iemfa.org). Il suo obiettivo principale è diffondere un’informazione coerente, orientata alla protezione della salute e consigliare le persone riguardo l’enorme mole di evidenze sempre più crescente riguardo I danni biologici derivanti dall’esposizione alle radizioni non-ionizzanti. La IEMFA è sostenuto da numerosi scienziati e medici di cinquanta paesi che collaborano per proteggere la salute pubblica.

Per maggiori informazioni:

Alex Swinkels, Portavoce e Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, info@iemfa.org (Olanda)

Brian Stein, Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, brian.stein@SamworthBrothers.co.uk (Regno Unito)

Camilla Rees, Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, crgr@aol.com (Stati Uniti)

Don Maisch, PhD, Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, dmaisch@emfacts.com (Australia)

Daniel Oberhausen, Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, danobe68@aol.fr (Francia)

Eileen O'Connor, Membro del Consiglio Direttivo della IEMFA, eileen@radiationresearch.org (Regno Unito)

Sissel Halmoy, Direttrice della IEMFA, sissel@stralevern.no (Norvegia)

Per leggere l’abstract del rapporto: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21268443

Per leggere tutte le raccomandazioni del Comitato Scientifico della IEMFA “Seletun” visitare il sito: http://iemfa.org/index.php/publications/seletun-resolution

L’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.) è membro dell’International EMF Alliance e della Rete E-SMOG (Rete Elettrosmog Free Italia)

Dott.ssa Francesca Romana Orlando
Vice Presidente di AMICA
Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale
C.P. 3131
00121 Roma
www.infoamica.it
amica@infoamica.it
Membro della Rete e-smog (Rete Elettrosmog-Free Italia)

http://e-smogfree.blogspot.com/
Membro dell'International EMF Alliance
http://international-emf-alliance.org/

Contatto telefonico per la stampa: Tel. 0572 767884

martedì 1 febbraio 2011

Gentile Dottoressa xxx

mi rivolgo a lei come cittadino di Crema, ma anche fruitore della bellissima Biblioteca di cui lei è Direttrice. Le scrivo per indicare un'area di miglioramento, che sono convinto vorrà approfondire: la connessione alla rete Internet.
La possibilità di connettersi ad Internet in un contesto piacevole, organizzato, silenzioso è indubbiamente un 'plus' che io sto apprezzando, e che - vedo - molti giovani apprezzano: mai visto una Biblioteca cosi' partecipata. Il servizio tecnico oggi offerto potrebbe essere sicuramente migliorato.
La connessione tramite qualche 'desk' PC è utile per chi (pochi) si trovano al momento senza il proprio PC.... mentre la connessione via WiFi è lenta eppoi è non sicura.

Qui tocco un argomento caldo: la presenza di radiofrequenze in un ambiente ristretto sicuramente ha effetti sul corpo umano. NON c'è certezza che NON faccia male ! Il principio di precauzione dice che dove c'è il dubbio che si possano verficare danni seri ed irreversibili, la mancanza di una certezza scientifica non puo' essere motivo per rinviare ogni adempimento per prevenire il danno allo ambiente ed agli esseri umani. A parte le invio una rassegna, non di articoli scientifici ed epidemiologici (che posso eventualmente sempre fornirle) ma di atti ed interventi decisi da organismi pubblici in varie parti del Mondo, per bloccare lo sviluppo delle implementazioni di WiFi in luoghi pubblici.

Non c'è soluzione ? torniamo al luddismo ?!

Direi di no, occorre continuare con i grandi programmi di investimenti iniziati anni fa, e poi bloccati, di sviluppo delle linee a fibra ottica, che permettono oltre a una reale alta velocità di connessione, sicurezza dati (intesa che nessuno possa intercettare il trasferimento dati), come anche la sicurezza nei confronti della popolazione.Ma a livello di rete locale (cioè interna ad un edificio) c'è una tecnologia molto poco nota che si chiama PLC Power Line Communication: essa permette di utilizzare il cavo della luce per trasmettere dati allo interno della relativa rete.

Come funziona ? Allo interno della rete circoscritta ad es. di un appartamento, in un qualsiasi punto si inserisce il modem che collega la presa telefonica con la rete (tramite una normale spina).
In tutti i punti (prese) di questa rete domestica, grazie ad una speciale presa/spina che si attacca alla presa elettrica , permette la connessione, via cavetto Ethernet, al PC. Non sono cose avveniristiche! Sono già da qualche anno sul mercato :
ad es. sia Telecom Italia che TeleTu li propone nella loro offerta:

http://www.sostariffe.it/news/2010/05/02/alice-powerline-adapter/

http://supporto.teletu.it/assistenza-tecnica/configurazioni/modem-e-router-adsl/speedtouch-530/come-si-collega-il-router/collegare-il-router-elettrica-casa/

In definitiva, nel caso della Sua Biblioteca, grazie alle tante prese elettriche nelle varie postazioni presenti , l'utente - munito di questa 'presa speciale' - la inserisce alla presa elettrica alla quale attacca sia il cavo di alimentazione (se necessario) che il cavetto del PC.

Troppo semplice ?!A disposizione se volesse approfondire l'argomento, invio distinti saluti