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martedì 28 giugno 2011

Bologna, casi di leucemia vicino alle antenne radio

Da IL FATTO QUOTIDIANO DEL 28/06/2011

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/28/bologna-casi-di-leucemia-vicino-alle-antenne-radio/128758/



Bologna, casi di leucemia
vicino alle antenne radio

Elettrosmog vicino alla zona dove sono gli impianti di trasmissione di 11 radio e sette tv, al colle dell'Osservanza. Dovevano essere spostate, ma tre sindaci non hanno fatto niente. "Solo promesse", spiega il medico che ha in cura i pazienti
Una manciata di case sparse nel verde, una scuola privata, un convento di frati, una casa di riposo e tanto silenzio. Siamo sul colle dell’Osservanza, a Bologna. Da quassù trasmettono 11 radio e sette tv, ognuna con la sua antenna: radio Voce della Speranza, radio Radicale, radio Maria, radio Città del Capo, Telemarket tv, 7 Gold, Telesanterno e altre. A causa dell’intensità del campo elettromagnetico, nelle abitazioni vicine accadono fenomeni insoliti: in alcuni telefoni, ad esempio, si sente la radio, e il segnale della tv è spesso disturbato. È più difficile invece stabilire se questa stessa causa sia all’origine della leucemia contratta da ben tre persone che abitano nei pressi delle antenne. Due casi erano già stati denunciati in passato dal comitato Osservanza, che da anni si batte per lo smantellamento degli impianti. “L’anno scorso c’è stato un nuovo caso. Un’altra persona che abita qui vicino si è ammalata di leucemia”, racconta Vincenzo Ranuzzi, che in via dell’Osservanza ha anche il suo studio medico. E tre casi per una zona così poco densamente popolata – si capisce – non sono pochi”.

Anche la Provincia di Bologna aveva detto che così non andava bene e che era necessaria una riorganizzazione degli impianti. Ma i residenti, ad oggi, aspettano ancora ”il risanamento previsto dal Piano di localizzazione delle emittenti radiotelevisive (Plert), che prevedeva il trasferimento delle antenne da qui come dal colle di San Luca”, spiega Ranuzzi. Su disposizione della Regione, infatti, la Palazzo Malvezzi si è dotato di questo piano e l’ha approvato nel dicembre 2007, “dopo ben sette anni rispetto alla Legge regionale, che pure chiedeva di compilare il Plert entro un anno”, sottolinea il medico dell’Osservanza. Poi, la mossa successiva sarebbe toccata al Comune di Bologna, che avrebbe dovuto recepire e mettere in atto le disposizioni del Plert. “Ma l’allora assessore alla Sanità della giunta Cofferati, Giuseppe Paruolo, non fece niente. Delbono, allo stesso modo non ha fatto nulla, e così pure il commissario Cancellieri. Aspettiamo di vedere cosa farà il nuovo sindaco Virginio Merola”, dice Ranuzzi. A conti fatti, sono passati 11 anni e non è cambiato quasi nulla.

“Il Plert, in accordo con le finalità espresse dalla legge regionale del 2000, persegue la riduzione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici – si legge nel documento – l’obiettivo è garantire il rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dal decreto dell’8 luglio 2003. Il decreto prevede che le aree in cui si ha il superamento del limite di esposizione non siano accessibili alle persone, ad eccezione del personale tecnico per le operazioni di manutenzione degli impianti, mentre per quelle in cui si supera il valore di attenzione la permanenza non deve superare le quattro ore giornaliere”. Altro che quattro ore: nelle aree in cui si supera il valore d’attenzione ci sono abitazioni, scuole e strutture sanitarie.

Il decreto ministeriale del 2003 fissa a 6 V/m (Volt per metro) il limite per il valore di attenzione, cioè “per la protezione da possibili effetti a lungo termine, da rispettarsi all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere”.

In altre parole si parla di case, scuole e ospedali, compresi balconi, terrazzi e cortili. Per le esposizioni inferiori alle quattro ore giornaliere, invece, il valore non deve superare i 20 V/m. Gli effetti sulla salute sono ancora oggetto di studio, ma c’è chi parla di insonnia, mal di testa, danni alla tiroide, e addirittura cancro e leucemie. “E’ ormai dimostrato che queste radiazioni danneggiano il cromosoma cellulare. E un cromosoma è danneggiato può portare alla cancerogenesi”, ricorda Ranuzzi.

Nel dicembre 2007, la Provincia attestava che “per i siti di Osservanza e Villa Aldini, il piano di risanamento è in via di completamento, si attendono le misurazioni di Arpa per attestare formalmente l’avvenuto rientro dei campi elettromagnetici nei limiti di legge”. Ma l’Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente, a distanza di tre e quattro anni ci dice che sul colle dell’Osservanza, le misurazioni 2010 hanno segnalato un superamento del valore di attenzione (non sappiamo di quanto), mentre quelle 2011, effettuate nel campo da calcio della scuola privata, rilevano radiazioni che sfiorano il limite: la forbice va da 3,9 a 5,8 V/m.

Secondo il report pubblicato dall’Arpa lo scorso 24 giugno, l’Osservanza è soltanto una delle 28 località in Emilia-Romagna in cui le centrali elettromagnetiche continuano a sforare i limiti di tollerabilità previsti dalla normativa nazionale. “Per l’anno 2010 si nota un miglioramento per i siti con impianti radio e/o tv: se nel 2009 se ne contavano 31 nel 2010 sono diminuiti a 28”, osserva l’agenzia regionale. Oltre all’Osservanza, in provincia di Bologna ci sono altre tre località dove questo tipo di inquinamento ha superato la soglia di guardia. Si tratta di via di Gaibola, nel cuore del parco dei Gessi (una misurazione del 2005 segnava picchi di oltre 9 V/m nel cortile di una struttura privata), di Monte Donato (sei radio e una tv: le misurazioni del 2006 dalla panchina di un locale segnavano più di 11 V/m) e soprattutto di Monte Grande. Affastellate su questa cima che fa parte del Comune di Castel San Pietro Terme, si contano quasi 50 antenne radio e tv.

Nei pressi degli impianti, le radiazioni arrivano anche a 28 V/m (cioè ben oltre i limiti di esposizione), mentre nella camera da letto di un’abitazione privata nei pressi della zona, i livelli superano i 6 V/m. “Per il sito di Monte Grande è stato riscontrato il superamento del valore di attenzione in corrispondenza dell’abitato di Soprasasso ed il superamento del limite di esposizione in prossimità delle postazioni – diceva la Provincia – l’amministrazione comunale ha ultimato la complessa attività di istruttoria tecnico-amministrativa essenziale per queste procedure (che ha visto coinvolti anche Provincia, Arpa e gestori delle emittenti) ed ha formalmente avviato il procedimento per il risanamento del sito”. Era la fine del 2007. Quattro anni dopo, gli sforamenti dei limiti di legge continuano.

Elena Boromeo

giovedì 23 giugno 2011

Il valore delle azioni dei produttori di cellulari sono cadute dopo la 'sorpresa' dello IARC !!!

Altra recente analisi incrociata conferma la relazione tra tumore al cervello ed uso di cordless e telefono cellulare

Ennesimo e recentissimo studio di Hardell e collaboratori che hanno seguito ed intervistato oltre 1200 casi patologici (e oltre 2400 persone sane) . Il risulato ottenuto è una chiara evidenza di dipendenza di formazione di glioma per un uso estensivo di questi apparecchi per oltre 10 anni ed in particolare con inizio di utilizzo prima del 10 anni.








Int J Oncol. 2011 May;38(5):1465-74. doi: 10.3892/ijo.2011.947. Epub 2011 Feb 17.

Pooled analysis of case-control studies on malignant brain tumours and the use of mobile and cordless phones including living and deceased subjects.




Source

Department of Oncology, University Hospital, SE-701 85, Örebro, Sweden. lennart.hardell@orebroll.se


Abstract

We studied the association between use of mobile and cordless phones and malignant brain tumours. Pooled analysis was performed of two case-control studies on patients with malignant brain tumours diagnosed during 1997-2003 and matched controls alive at the time of study inclusion and one case-control study on deceased patients and controls diagnosed during the same time period. Cases and controls or relatives to deceased subjects were interviewed using a structured questionnaire. Replies were obtained for 1,251 (85%) cases and 2,438 (84%) controls. The risk increased with latency period and cumulative use in hours for both mobile and cordless phones. Highest risk was found for the most common type of glioma, astrocytoma, yielding in the >10 year latency group for mobile phone use odds ratio (OR) = 2.7, 95% confidence interval (CI) = 1.9-3.7 and cordless phone use OR = 1.8, 95% CI = 1.2-2.9. In a separate analysis, these phone types were independent risk factors for glioma. The risk for astrocytoma was highest in the group with first use of a wireless phone before the age of 20; mobile phone use OR = 4.9, 95% CI = 2.2-11, cordless phone use OR = 3.9, 95% CI = 1.7-8.7. In conclusion, an increased risk was found for glioma and use of mobile or cordless phone. The risk increased with latency time and cumulative use in hours and was highest in subjects with first use before the age of 20.

sabato 18 giugno 2011

Nuova Raccomandazioe UE in preparazione per i lavoratori particolarmente esposti ai CEM


Una proposta di aggiornare e migliorare le norme UE a tutela dei lavoratori dai campi elettromagnetici nelle loro attività quotidiane è appena stato presentato dalla Commissione europea. Le regole sono per proteggere i lavoratori come i medici e gli infermieri addetti  alla risonanza magnetica (MRI),  come anche persone che lavorano con radar, saldatori e gli operai riparare le linee elettriche.

La proposta tiene conto della direttiva del 2004 sulle prescrizioni minime di sicurezza relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici. Si dovrebbe  aggiornare i limiti di esposizione attuale   assumendo  i nuovi consigli scientifici - in particolare in relazione ai limiti di esposizione della RM negli ospedali.
Si dovrebbe predisporre  anche una serie di disposizioni per aiutare i datori di lavoro nei loro sforzi  di valutazione dei rischi richiesta dalla normativa UE.
L'obiettivo della proposta è quello di bilanciare la tutela della salute 'e sicurezza con un'adeguata flessibilità e proporzionalità in modo da non ostacolare indebitamente l'uso e lo sviluppo delle attività industriali e mediche.

Accogliendo favorevolmente l'adozione della proposta da parte della Commissione, il commissario europeo per occupazione, affari sociali e l'inclusione László Andor ha dichiarato: "Dopo un processo di consultazione trasparente e aperto con le comunità scientifiche e mediche, con l'industria e lavoratori, abbiamo emesso una proposta sul tavolo che è aggiornata  e con regole pratiche , per proteggere meglio i lavoratori esposti ai campi elettromagnetici. Le nuove regole sono un passo importante nel ridurre l'onere per le PMI nel confronto con la direttiva del 2004 .. "

La proposta chiarisce le definizioni riguardanti gli effetti negativi sulla salute, introduce un aggiornato sistema di limiti di esposizione (frequenze che sono riconosciuti come aventi effetti nocivi sul sistema cardiovascolare umano o del sistema nervoso centrale), così come un certo numero di disposizioni destinate a facilitare il lavoro dei datori di lavoro in occasione della valutazione dei rischi previsti dalla legge.

Siccome i datori di lavoro hanno l'obbligo di effettuare valutazioni di rischio, la proposta introduce disposizioni specifiche per assicurare un approccio proporzionato e per garantire adeguate misure preventive per ridurre l'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici. La proposta prevede che i datori di lavoro diano ai lavoratori esposti ed i loro rappresentanti le informazioni necessarie e formazione, in particolare in relazione al risultato della valutazione dei rischi, le misure adottate dal datore di lavoro, sicurezza sul lavoro, la rilevazione di effetti negativi e le circostanze in cui i lavoratori hanno diritto a controlli sanitari.

Nel caso di   lavoratore che lavora per le  linee ad alta tensione, per esempio, la proposta richiede al datore di lavoro di valutare i rischi di esposizione ai campi elettromagnetici e adottare misure per ridurli. Questo può variare  dall’  aumentare la distanza, a ridurre l'intensità, limitare il tempo di esposizione ecc
Per il settore medicale della risonanza magnetica per immagini, o risonanza magnetica, la proposta richiederebbe appropriato buone pratiche per essere sviluppati e diffusi per limitare l'esposizione dei lavoratori che svolgono dalla risonanza magnetica per immagini. Per le forze armate, armonizzato North Atlantic Treaty Organisation (NATO) norme per coloro che lavorano con radar dovrebbe essere applicata negli Stati membri interessati.

La proposta dovrebbe prevedere specifiche disposizioni per i lavoratori che indossano uno dispositivi medici impiantabili attivi (AIMD) - come un pacemaker - e le donne incinte, che sono considerati particolarmente a rischio e hanno bisogno di protezione speciale. per questi casi.
La proposta comprende soltanto i lavoratori durante le loro attività professionali. Tutte le altre categorie di persone, come i consumatori, utenti di telefonia e dei passeggeri, sono coperti dalla esistente 1999/519/CEE raccomandazione del Consiglio per la legislazione generale e specifica pubblico in ciascuno Stato membro.

La proposta sarà inviata al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell'UE per l'adozione. Scadenza della nuova direttiva per l'attuazione saranno stabiliti dal Parlamento e dal Consiglio.



http://www.emfacts.com/2011/06/european-commission-proposes-to-revamp-rules-to-protect-eu-workers-from-harmful-electromagnetic-fields/

giovedì 16 giugno 2011

Vostri Video

Siete elettrosensibili ?

Se si, perché non riportare la vostra esperienza  qui in questo Blog?

Oltre a quella scritta, molto più incisiva è un'auto-intervista che potete fare con una semplice macchina fotografica o video digitale,     che potete poi caricare in Youtube.

E' importante parlare con parole chiare e reali - perché vengono da una esperienza diretta - a chi non ha la più pallida idea della esistenza della elettrosensibilità e che quindi dopo  ha curiosità ...

Convegno del 14.6.2011 su Telefonia cellulare, wifi, wimax e salute

Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia

Che correlazione c'è tra emissioni elettromagnetiche e disfunzioni biologiche? Qual è lo stato della ricerca scientifica? Quali gli strumenti legislativi? Se ne è parlato a un convegno organizzato da A.M.I.C.A.


Roma - Si è svolto presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini a Roma il convegno dal titolo "Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute?", organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale (A.M.I.C.A.). Una giornata di confronto tra scienziati, avvocati, volontari ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui rischi per la salute connessi ai dispositivi mobili e alle radiofrequenze. Una carrellata di interventi di spessore scientifico e giuridico dai quali sono emerse due conclusioni fondamentali: la necessità di continuare e incrementare gli studi indipendenti, l'urgenza che i soggetti politici affrontino seriamente e concretamente il problema.

La prima sessione di interventi, volta a scandagliare le evidenze scientifiche sul rischio connesso all'esposizione ai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless, ha dato spazio alla presentazione di ricerche di carattere sperimentale ed epidemiologico condotte da scienziati italiani e internazionali.

Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare presso il CNR di Bologna, ha illustrato i risultati degli studi in vitro e in ambiente per evidenziare l'interazione tra WiFi, radar e telefoni mobili con la vitalità cellulare. Gli esperimenti relativi alla rete wireless hanno mostrato che l'irradiamento del sistema cellulare ha provocato la diminuzione delle cellule vitali e l'aumento di quelle cancerose a partire da un'ora di esposizione. Gli effetti biologici documentati relativi alle radiofrequenze e alle microonde hanno segnalato danni al DNA, ai cromosomi, produzione di radicali liberi, l'alterazione dei neurotrasmettitori, invecchiamento precoce, perdita di memoria e la comparsa di alcune allergie. L'indagine epidemiologica condotta nel comune di Potenza Apicena (originata dalla presenza di un'epidemiologia misconosciuta che colpiva le persone esposte a onde elettromagnetiche) ha dimostrato, evidenzia Marinelli, che l'esposizione a radar produce la devitalizzazione cellulare dopo 24-48 ore. Il ricercatore, tuttavia, ha altresì espresso l'esigenza di compiere studi più approfonditi allo scopo di osservare il nesso di causalità tra esposizione e malattie rilevate (tumore al seno, alla tiroide, autismo, leucemie ecc). Secondo Marinelli, inoltre, il Tasso di assorbimento specifico o SAR, vale a dire il sistema di misurazione utilizzato per calcolare la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano in condizioni di esposizione a un campo elettromagnetico a radiofrequenza, risulta di "un'approssimazione estrema".

Dal canto suo Settimio Grimaldi, del CNR di Roma, si è impegnato a dimostrare e spiegare le basi teoriche e biologiche del danno da esposizione ai campi elettromagnetici. Secondo il biofisico, gli effetti provocati da questi ultimi sono di tipo biologico oltre che termico; in particolare, si rendono rilevanti le conseguenze nocive sul sistema nervoso centrale, le cui proteine, rese mal funzionanti, si legano al sopraggiungere di patologie quali demenza senile e schizofrenia.

La dottoressa Valeria Pacifico, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ha invece analizzato lo stress ossidativo in relazione alle radiazioni non ossidanti. Monitorando un campione di 541 pazienti elettrosensibili, è stato evidenziato che, a oggi, non sono ancora stati identificati i marcatori utili a definire criteri diagnostici, quindi le linee terapeutiche volte alla cura delle disfunzioni. Al momento è soltanto ipotizzato che la vicinanza e l'utilizzo di videoterminali, cellulari, telefoni cordless e altri apparecchi elettromagnetici siano la causa delle disfunzioni a livello chimico e metabolico rilevate. Il paziente, dunque, non ha altra scelta che eliminare ciò che considera essere il fattore scatenante dei propri malesseri, con un peggioramento evidente della qualità di vita.

Una dei richiami più interessanti e incalzanti della giornata è arrivato dal dottor Ernesto Burgio, presidente dell'Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (ISDE), il quale ha espresso a gran voce la necessità di elaborare modelli biologici, genetici ed epigenetici invece che fisici per lo studio dell'elettrosensibilità, poiché il modello lineare elaborato dai fisici non ha attinenza alcuna con gli studi epidemiologici. In questo modo, sostiene Burgio, da Hiroshima a Chernobyl sarebbero rivalutati in maniera critica i numeri dei contaminati, calcolati, secondo Burgio, in modo "astratto" e "fuorviante". Entrando nel merito dello studio presentato, è stato mostrato come i danni delle radiazioni ionizzanti non si evidenziano immediatamente nel soggetto esposto, ma addirittura nei soggetti di seconda e terza generazione: ciò è indice, secondo Burgio, della necessità di modificare le linee di studio passando dal paradigma fisico a quello epigenetico.

In questo solco si colloca anche la durissima critica rivolta al mega studio Interphone, considerato da alcuni scienziati italiani fuorviante per la scelta dei fattori di rischio. Un apprezzamento, invece, per l'ultima azione della IARC che ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B ossia "potenzialmente cancerogeno per gli individui", con l'auspicio, espresso dai medici presenti, che possa presto essere considerato anche il gruppo 2A.

La plausibilità tra l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e l'alterazione del genoma è stata indagata da Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, il quale ha presentato i primi risultati di un grande progetto sperimentale condotto su oltre 18mila ratti e dal quale emerge che l'esposizione a bassa dose di radiazioni gamma procuri un aumento significativo dell'incidenza di tumori mammari sui topi femmina. Inoltre, sostiene Soffritti, i limiti di esposizione al campo magnetico della corrente elettrica nell'ambiente di lavoro stabiliti dall'ICNIRP devono essere rivisti.

Il panel della mattina ha ospitato come ultimo intervento il professor Olle Johansson (dell'Unità di Dermatologia Sperimentale del Karolinksa Institute in Svezia, e membro del Royal Institute of Technology di Stoccolma), considerato uno dei "campioni" della lotta all'elettrosensibilità. Johansson ha ripercorso le tappe mediche e politiche percorse verso l'adozione del principio di precauzione sancito dalla Comunità Europea e in base al quale si chiede, in particolare, di adottare un quadro di linee guida per limitare l'utilizzo di cellulari e cordless da parte dei bambini e dei gruppi vulnerabili. Johansson ha anche polemizzato con i criteri di selezione degli esperti all'interno di organismi di massima rilevanza internazionale come l'OMS, i quali, afferma il medico svedese, spesso si avvalgono di consulenti collusi con le telco.

La sessione del pomeriggio ha ospitato il confronto tra legali e rappresentanti delle istituzioni in merito agli aspetti normativi della tutela dai campi elettromagnetici. Il quadro disegnato non è stato per nulla confortante: alla sostanziale carenza e inadeguatezza della normativa vigente si aggiunge anche una sorta di crisi del diritto penale in toto, alle prese con l'intricato problema dell'accertamento causale del danno e, conseguentemente, con l'emissione del giudizio di colpevolezza.

A Lorenzo Lomabrdi, responsabile della Sezione Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico del Ministero dell'Ambiente, è spettato il compito di illustrare il contento della legge 26 del 2001 volta alla tutela degli effetti dell'esposizione agli impianti radioelettrici e alla telefonia mobile. Pur prevedendo anche degli obiettivi di qualità, si tratta di una legge quadro "monca", almeno secondo l'avvocato Matteo Ceruti, il quale non ha esitato a definire come "allarmante" lo stato delle cose. La legge quadro, infatti, risulta essere secondo l'amministrativista un provvedimento inattuato nei suoi passaggi fondamentali per la clamorosa assenza dei decreti attuativi. Oltre che per non poter irrogare le sanzioni in mancanza dell'indicazione di un'autorità preposta, la legge si presenta fallimentare per quattro motivi fondamentali: la mancata attuazione di molte sue parti, i problemi intrinseci in essa rilevati, il depotenziamento, talvolta rovesciamento dei principi e, infine, l'applicazione giurisprudenziale largamente insufficiente. A questo si aggiunge, secondo Ceruti, la mancanza dell'aggiornamento scientifico previsto dalla stessa legge.

Citando il caso di Radio Vaticana, Maria Cristina Tabano (avvocato del Codacons) prima e Nicola Bramante (penalista) dopo hanno messo in chiara luce un punto fondamentale che attiene al nesso di causalità tra danno e colpa. Data la significativa mancanza di certezze scientifiche in merito, i due legali hanno citato alcune sentenze della Corte di Cassazione secondo cui, perché possano essere determinati danno e colpevolezza sono sufficienti le leggi statistiche, anche con coefficiente medio-basso, purchè siano in grado di spiegare l'evento specifico.

Tale interpretazione riguarda un problema rilevante: è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che certi eventi lesivi (addirittura omicidi colposi) siano ricollegabili all'elettrosmog? Come evidenziato anche dagli interventi degli esponenti del mondo della medicina, una correlazione esatta non potrà mai essere verificata. In questo senso, dunque, il massimo grado della giustizia italiana non richiede la certezza assoluta, ma una conoscenza probabilistica che, insieme alle circostanze del caso concreto, possa dimostrare l'evento.

Cristina Sciannamblo - Punto Informatico

Il Comune di Santa Monica (California) chiede di rivedere i limiti

Il 'consiglio comunale' di Santa Monica in California (USA) alla luce della recente classificazione delle radiofrequenze tra i possibili agenti cancerogeni,
ha chiesto agli enti federali una revisione dei limiti di esposizione .

E in Italia ?
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Press Release

Contact info:
Elizabeth Barris 310-455-7530
contact@AmericanAssociationforcellularesafety.org

In light of the recent classification of wireless radiation emitting devices as a Class 2 B carcinogen by WHO/IARC, last night at 1:00 AM, the Santa Monica City Council voted unanimously to request from both state and federal officials, proper evaluation of public health and safety standards including the possibility of putting warning labels on cell phones.  Councilman Mckeown placed the item on the agenda.  This is the first action taken by the city to raise awareness and protect public health regarding exposure to non-ionizing radiation from wireless devices.  Councilwoman Davis recused herself from the vote per her conflict of interest as an AT@T attorney.

giovedì 9 giugno 2011

Nuovi libri su Inquinamento da Campi elettromagnetici

Cominciano a proliferare libri sull'elettrosmog . Per il momento sono solo in lingua inglese.

Indico:

THE FORCE . Living safely in a world of elettromagnetic pollution
(Vivere in modo sicuro in un mondo di elettrosmog)
Autore Lyn McLean

presentazione
http://www.next-up.org/pdf/Science_Alert_The_Force_Lyn_Mc_Lean_Waking_up_to_the_dangers_of_radiations_08_03_2011.pdf

DIRTY ELECTRICITY AND ELECTROMAGNETIC RADIATIONS
(elettricità sporca e radiazioni elettromagnetiche)
Autore: Donna Fisher
tratta in modo sistematico le varie forme di radiazioni , come proteggersi

riferimenti
http://www.joshuabooks.com/Donna-Fisher/Dirty-Electricity-and-Electromagnetic-Radiation/flypage.tpl.html


DISCONNECT: The Truth about Cell Phone Radiation, What the Industry Has Done to Hide It, and How to Protect Your Family
(sconnettetevi: la verità sulle radiazioni da telefono cellulare, cosa l'industria ha fatto per nasconderlo e come proteggere la tua famiglia)
Autore: Devra Davis


riferimenti:
http://www.amazon.it/gp/product/0525951946/ref=oss_product

mercoledì 8 giugno 2011

Elettrosmog Volturino-onlus



Al Sindaco Comune Volturino

e Presidente Regione Puglia

Antenne Volturino-Allarme OMS.

L’ ultimo rapporto del 31/5/2011 di OMS/IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha rilanciato l’allarme sui rischi delle radiazioni non ionizzanti generate da sistemi di trasmissione radiotelevisive e wireless come possibili cancerogeni su popolazioni esposte.

Come è noto, le preoccupazioni espresse da 25 anni dal presidente dell’ Associazione dopo la rilevazione di dati sanitari sugli abitanti di Volturino e 7 comuni vicini, apparivano legittimate dal numero impressionante di casi di insonnia, depressione, ansia, ipertensione, diabete, cataratte, infertilità e tumori, rilevati in quantità superiore al 50% e con un’aspettativa di vita più bassa rispetto alle popolazioni vicine.

Pur tenendo i dati riservati la ASL di Foggia ha più volte raccomandato al Sindaco di allontanare gl’impianti in zona più distante e di provvedere a sanare la situazione di illegalità amministrativa in cui versano gl’impianti, permanentemente abusivi e mantenuti da documenti falsi, garantiti da irresponsabili pubblici ufficiali.

Denunciati anche due volte alla Corte dei Conti per evasioni fiscali perché censiti, tuttora, come terreni agricoli, benché beneficiano di finanziamenti dallo Stato, ossia dai cittadini, anche di quelli malati e deceduti prematuramente di Volturino.

Pertanto chiediamo la immediata delocalizzazione nell’area prevista dal Piano Regolatore sin dal 2002 e più volte sollecitato.

Non lo chiediamo solo noi dell’ Associazione e gli abitanti di Volturino, ma soprattutto lo invoca quel principio di precauzione dissennatamente sempre deriso, da voi amministratori, ma non dagli amministratori di Ferrazzano (CB), esposti come Volturino, i quali hanno tenuto in considerazione i risultati preoccupanti dell’indagine sul sonno da me svolta e i tralicci sono stati allontanati in un luogo più sicuro.

Documento per cui il Comune di Volturino e il Prefetto di Foggia sono stati informati due volte.

In via di trasferimento anche quelli di Pescara e di Colle della Maddalena a Torino.

Dunque, Sindaco Dotoli e presidente Vendola, convochino urgentemente una conferenza di servizi.

Antonio Gagliardi

presidente

martedì 7 giugno 2011

SCUOLE: SOGNO O INCUBO?

Quest'articolo di Grazia Bergamasco è apparso in un giornale di Vicenza.
Grazia Bergamasco è la rappresentante dei comitati cittadini nell'Osservatorio Elettrosmog del Comune di Lonigo(Vi).
Per contattare l'autrice scrivere a: grazia.bergamasco@libero.it

WI-FI NELLE SCUOLE: SOGNO O INCUBO?

Dal 9 maggio 2011, diecimila scuole italiane potranno prenotarsi per avere la dotazione wi-fi. Questo l’annuncio fatto dal ministro Brunetta. L’intera operazione sarà completata entro metà 2012 e toccherà “cinquemila scuole nei prossimi sei mesi e le restanti cinquemila nei sei mesi successivi”.L’investimento pubblico è di cinque milioni di euro per la prima fase con il contributo anche di regioni, fondazioni ed enti.
Il Piano wi-fi è solo parte di un progetto più ampio, chiamato “ Progetti di innovazione tecnologica per le istituzioni scolastiche”, che comprende il progetto”Servizi Scuola Famiglia via web”con il portale denominato “Scuola Mia”.Questo fornisce una serie di servizi on-line, come comunicazioni, pagelle , assenze e ritardi, colloqui, pagamenti. Tutte le scuole iscritte a Scuola Mia avranno la possibilità di richiedere l’accesso a Internet senza fili, cioè l’installazione del wi-fi. “Il mio sogno è quello di dare il kit per tutti i bambini delle scuole elementari” ha sottolineato Brunetta.
Questa affermazione ha provocato reazioni immediate. Il coordinatore dei Comitati romani contro l’elettrosmog Giuseppe Teodoro e i Verdi hanno definito il “sogno”di Brunetta un’operazione estremamente rischiosa per la salute dei bambini.
Il prof Angelo Gino Levis, membro della commissione oncologica nazionale, giudica la decisione del ministro “una follia”. Spiega che le radiazioni emesse dai portatili collegati al wi-fi sono ad altissima frequenza, come quelli provenienti dai cellulari; anzi, mentre i cellulari arrivano a poco più di un gigahertz, le reti wireless ne raggiungono quattro. “I valori di campo generati in un’aula scolastica da tre o quattro computer collegati alla stessa rete wi-fi sono inaccettabili dal punto di vista sanitario” dice Levis, “ e quindi un portatile connesso ad una rete wi-fi può diventare un oggetto molto pericoloso, se utilizzato dai bambini”.
L’ing. Marcello Stampacchia, tecnico dei cittadini all’interno dell’Osservatorio ha spiegato che, in una classe, quando si collega un computer a una rete wireless, viene attivata una piccola stazione radio base che è inserita nel computer e un’altra inserita in un apparecchio (scatoletta con una o due antennine). Così se collegheremo 20 computer avremo attivato 20 stazioni radio base più una ( scatoletta). Queste stazioni per comunicare emettono delle onde elettromagnetiche (microonde) che trasformano l’aula in “un forno a microonde”.
Che le microonde siano dannose lo dice la Germania dove il wi-fi è stato vietato in tutte le scuole pubbliche già dal 2008; la Francia che ha spento tutte le reti wi-fi nelle scuole e negli uffici pubblici, biblioteche e musei compresi; l’Inghilterra dove sono emersi studi preoccupanti sulle onde emesse dai wi-fi; Bruxelles e il Comitato Ambiente del Consiglio d’Europa. L’Italia invece va controcorrente, quasi che gli italiani fossero immuni dagli effetti delle onde elettromagnetiche. Alla proposta di Brunetta hanno già aderito 800 scuole.
Tra queste rientra anche la scuola elementare di Lonigo?
Interpellata, la dirigente scolastica, dott.ssa Gigliola Marcolungo ha sottolineato che il piano Wi-fi pur avendo una sua collocazione all’interno del progetto più ampio non è, almeno per ora, adatto a una scuola primaria. Il collegamento a Internet è marginale per bambini così piccoli, che usufruiscono già del laboratorio di informatica della scuola, ma solo saltuariamente si collegano a Internet. Inoltre per poter richiedere il kit wi-fi, la scuola deve essere già iscritta al portale Scuola Mia e Lonigo non ha aderito a questo progetto, in quanto tutti i servizi offerti dal portale dovrebbero essere svolti dagli insegnanti, con orario aggiuntivo e aggravio di lavoro. “Trovo il progetto più indicato per i ragazzi delle scuole di grado superiore,in quanto hanno più autonomia, e quindi necessitano di un maggiore controllo” afferma la dott.ssa Macolungo.
Anche l’Amministrazione Comunale non sembra particolarmente favorevole alla proposta Brunetta: “In generale un’iniziativa che diffonde l’informatica nelle scuole è sempre un evento positivo, mentre un uso indiscriminato delle nuove tecnologie deve essere vagliato in modo attento.
Nel caso specifico del wi-fi si parla di danni accertati, ma anche del contrario, occorre quindi far ricorso al Principio di Precauzione; poiché si sta parlando della salute dei nostri figli, non ci sono dubbi: si opta per ciò che non nuoce”.
Serve davvero il wi-fi nelle scuole ? Perché non usare le postazioni fisse che non nuocciono e offrono tecnicamente lo stesso servizio?
Il prof Levis afferma che non manderebbe mai suo figlio in una scuola dove c’è una rete wireless perché non sa cosa poterebbe accadergli quando sarà più grande.
E noi?
Grazia Bergamasco

Reazioni allo annuncio delle conclusioni di IARC/WHO

E' stata eseguita un'analisi statistica su 1900 post in Twitter .

Risultato:

22%  scetticisimo
32%  non interesse - fonte di battute ...
46%  preoccupazione

vedete qui sotto la fonte


Here are some statistics on how the public sees the IARC warning that cell phone radiation may cause brain cancer. A break down of 19,000 posts on Twitter and Facebook, between May 30 and June 3, found that 22% expressed skepticism ("This is crazy and whoever believes this is crazy too."); 32% made jokes ("Cell phones cause that kind of cancer that makes you drive like a spaz."); and 46% indicated concern ("I'm getting a landline."). The analysis was by an outfit called Crimson Hexagon and was reported in the weekend edition of the Wall Street Journal.

Risposta dei Produttori europei di cellulari

Dopo la pubblicazione delle conclusioni dello IARC/WHO sulla classificazione di telefoni cellulari e wireless come 'possibili cancerogeni', il MMF : Mobile Manufacturers Forum ha emesso un comunicato alquanto sibillino:

“In understanding the implications of this assessment, it should be remembered that wireless communications equipment are designed to operate within international and national exposure limits which already have substantial safety margins built into them,” Michael Milligan explained.”…

in cui si riconferma che gli apparati/apparecchi in commercio sono disegnati per operare nelle condizioni di sicurezza definite da standard internazionali !!!



Ma, essi dimenticano che gli studi epidemiologici presentati (e per i quali è stato elevato il livello di 'attenzione'), sono stati effettuati su persone che stanno utilizzando questi telefoni, che dovrebbero soddisfare le caratteristiche di sicurezza ... ma se invece sono stati individuati casi di tumore ... allora gli standard di sicurezza ... non sono poi sicuri !!!


Conclusioni (non di MMF) è che vanno modificati i limiti di esposizione dell' ICNIRP.


venerdì 3 giugno 2011

Il Consiglio d'Europa mette in guardia dalle comunicazioni senza fili

Strasbourg, 27.05.2011 – L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE), si è incontrata a Kyiv in seduta plenaria e ha approvato una risoluzione per chiedere ai governi europei di "prendere misure ragionevoli" per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici, soprattutto dalle radiofrequenze della telefonia mobile e "soprattutto l'esposizione dei bambini e dei giovani che sembrano essere più vulnerabili ai rischi di tumore".
Secondo i parlamentari, i governi dovrebbero preferire le connessioni via cavo soprattutto per le scuole e i luoghi frequentati da giovani e bisognerebbe regolare in modo più stringente l'uso di cellulari nelle scuole e dare informazione per accrescere la consapevolezza dei rischi che si corrono usando questi dispostivi sul lungo periodo.
Seguendo le conclusioni proposte dal relatore sull'argomento, il deputato del Luxembourg, Jean Huss, l'Assemblea ha chiesto ai governi di dare informazioni corrette sui rischi potenziali per la salute connessi alla telefonia mobile di tipo DECT, ai baby monitor e ad altre apparecchiature domestiche senza fili che emettono onde pulsate, anche se quando l'apparecchiatura è in stand by.
Gli stati dovrebbero raccomandare di usare il telefono fisso a casa o di scegliere modelli che non emettono radiazioni pulsate.
I governi dovrebbero riconsiderare le basi scientifiche sui rischi legati ai campi elettromagnetici e stabilire nuovi standard sulla base del principio di precauzione.
Fonte: http://assembly.coe.int/Mainf.asp?link=/Documents/AdoptedText/ta11/ERES1815.htm

Io vado a votare !

giovedì 2 giugno 2011

COMUNICATO STAMPA su dichiarazioni del Min Fazio


Gentili Signori

oltre a plaudire i due Alti contributi arrivati, casualmente, cosi' temporalmente vicini: dal Consiglio d'Europa (http://assembly.coe.int/ASP/NewsManager/EMB_NewsManagerView.asp?ID=6685) e
dallo WHO/IARC ,

dobbiamo sottolineare come il Principio di Precauzione venga letto in Italia ... all'italiana quindi in modo per forza riduttivo ...

Ci riferiamo alle affermazioni riportate dal Ministro Fazio che ha parlato di classificazione analoga a quella del caffé ...


E' bene rcordare che :

- la classificazione 2B è assegnata a sostanze e/o inquinanti chimico fisici che vengono valutati come POSSIBILI cancerogeni ed in particolare, per le radiofrequenze generate da WiFi e telefonia cellulare, in base ad un aumento di rischio per il glioma , un tumore maligno del cervello, associato a wireless ed all'uso del telefono cellulare.
- a questo gruppo, appartengono ben 266 sostanze chimiche e fisiche (vedere http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/index.php) tra cui :
aflatossine, acrilonitrile, benzoantracene, molti clorurati, prodotti aromatici (organici), piombo, ma anche i campi elettromagnetici a bassa frequenza per intenderci quelli generati dalle linee di trasmissione elettrica ad alta tensione) etc etc etc



Il Ministro ha rimandato l'approfondimento all'Istituto Superiore di Sanità.
Questo non ci rincuora in quanto il Funzionario di riferimento è ben noto , il Dr Paolo Vecchia, noto negazionista e Chairperson dell'Istituto ICNIRP, impegnati a non riconoscere gli effetti non termici (e quelli cancerogenici sono - ahimé - un drammatico esempio) dei campi elettromagnetici ...

Noi e tutte le Associazioni impegnate nella difesa della salute pubblica vigileremo e cercheremo di dare informazione alla pubblica opinione (se i media sono interessati)

Distinti saluti

mercoledì 1 giugno 2011

WHO (OMS) ha classificato i campi elettromagnetici (radiofrequenze) come possibile cancerogeni per l'uomo

Lyon, France, May 31, 2011 ‐‐ The WHO/International Agency for Research on Cancer (IARC) has classified radiofrequency electromagnetic fields as possibly carcinogenic to humans (Group 2B), based on an increased risk for glioma, a malignant type of brain cancer1, associated with wireless phone use.
Ovvero WHO li ha inseriti nel gruppo 2B in base ad un aumento di rischio per il glioma , un tumore maligno del cervello, associato a wireless ed all'uso del telefono cellualare.

Questo intervento (francamente inatteso - vedere precedenti post sulla lotta affrontata dalle associazioni , la Rete NoElettrosmog, inclusa) aggiunge le radiofrequenze ai campi elettromagnetici a basse frequenze (ovvero a quelli generati dai tralicci di alta tensione) in questa categoria.

Attenzione in questa categoria ci sono ben 266 sostanze chimiche e fisiche (vedere http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/index.php) tra cui : aflatossine, acrilonitrile, benzoantracene, molti clorurati, prodotti aromitici (organici), piombo, etc etc etc



http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf